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Setup Sottocosto

Come lavoriamo

Il metodo.

Quasi tutti i canali di offerte confrontano il prezzo di oggi con il prezzo di listino. Il listino lo decide chi vende, e non lo paga nessuno. Noi non lo usiamo mai.

Ogni quanto misuriamo

Interroghiamo l'API del venditore ogni 2 ore, cioè 12 volte al giorno. 4 volte al giorno (02:20, 08:20, 14:20, 20:20) apriamo la pagina del venditore in un browser vero, da un indirizzo italiano e senza essere loggati, e leggiamo il prezzo che vedresti tu.

Il prezzo che pubblichiamo è sempre quello letto col browser. Lo storico dietro il grafico viene da una di due fonti, e in fondo a ogni pagina c'è scritto quale. Sono le letture del browser quando ne abbiamo almeno 10 giornate — e, per un'offerta, giornate di prima della segnalazione: lo storico deve raccontare anche il prezzo da cui è sceso. Altrimenti è la serie dell'API, riportata alla scala del prezzo letto con il rapporto fra le due misure dello stesso momento.

L'API a volte restituisce la variante più economica dell'annuncio — un mini PC senza RAM al posto di quello configurato — e quel prezzo non lo paga chi apre la pagina. Quando fra il prezzo più basso e il più alto di uno storico c'è un fattore superiore a 2,5, un prezzo non si muove così: non pubblichiamo né il minimo né la media, e la pagina spiega perché.

Una lettura che crolla sotto il 40% del prezzo abituale, o che sale di oltre il 50% senza nessuno sconto dichiarato, non entra subito nello storico: resta in attesa, perché quasi sempre è la variante sbagliata dell'annuncio o il listino al posto della promozione. Entra se si ripete per almeno 12 ore (un crollo) o 36 ore (un prezzo pieno), oppure quando la controlliamo a mano sulla pagina del venditore.

Non rileviamo i prezzi riservati all'app, quelli per i nuovi utenti e i coupon personali: non sono prezzi che chiunque può ottenere, e metterli nello storico lo abbasserebbe per tutti.

Confrontiamo con quello che è successo davvero

Registriamo il prezzo dei prodotti che seguiamo più volte al giorno. Quando segnaliamo un'offerta, il confronto è con la media e con il minimo del periodo che abbiamo osservato: numeri costruiti sulle rilevazioni, non dichiarati dal venditore.

Ogni giornata vale un punto: il prezzo più basso letto quel giorno, ed è il punto che il grafico disegna. La media è la media di quei punti negli ultimi 30 giorni, un giorno un voto: una giornata con dodici letture non pesa più di una con una sola. Così la media si può rifare guardando il grafico.

Due prezzi entro il 2% sono lo stesso livello. È la stessa soglia ovunque: per dire se un prezzo «era già sceso qui», per contare in quanti giorni è costato uguale o meno, e per decidere dove comincia un calo. Quando diciamo quante volte era già sceso a un livello contiamo gli episodi — tratti in cui è rimasto lì, separati da almeno una giornata osservata più in alto — non i giorni, e non contiamo il calo di adesso.

Tre sconti diversi, e non sono la stessa cosa

Lo sconto dichiarato è quello del venditore, calcolato sul suo prezzo barrato. Lo riportiamo attribuendolo a lui, solo come percentuale: il barrato arriva in un'altra scala di prezzo e in euro non sarebbe confrontabile. Quando il barrato supera di oltre il 3% il prezzo più alto che abbiamo mai rilevato su quell'annuncio — in tutto l'archivio, non solo nel periodo del grafico — lo scriviamo.

Lo sconto verificato è calcolato sul prezzo di riferimento dei 30 giorni precedenti la riduzione: il più basso che abbiamo rilevato in quella finestra. È la definizione dell'art. 17-bis del Codice del consumo — la norma che dal 2023 regola gli annunci di sconto — applicata alle nostre misure invece che alle dichiarazioni di chi vende. Lo pubblichiamo solo se in quella finestra abbiamo almeno 10 giornate osservate. Se prima del calo c'è un buco nelle rilevazioni, la finestra finisce all'ultimo giorno in cui abbiamo visto il prezzo più alto: nel dubbio, è lo sconto più piccolo fra quelli possibili. A volte dice che la riduzione vale zero, perché nei 30 giorni prima il prodotto era già sceso a quel prezzo; sotto il 2% di differenza diciamo che è lo stesso livello. Lo pubblichiamo comunque.

Il calo sulla media è il terzo, e si chiama media: una media non è un prezzo che qualcuno ha pagato, e presentarla come un «invece di» sarebbe l'annuncio di riduzione costruito su un prezzo mai esistito.

Quando scriviamo «stabile»

Guardiamo i punti del grafico, cioè il prezzo più basso di ogni giornata osservata. L'escursione è la distanza fra il più alto e il più basso di quei punti, divisa per la loro media. Un cambio è un salto di più dell'1% da una giornata osservata alla successiva.

Diciamo che il prezzo è stabile quando l'escursione resta sotto il 5% e i cambi non superano uno ogni cinque giornate osservate (due sono sempre ammessi). Un prezzo che rimbalza ogni giorno dentro una fascia stretta non è stabile: scriviamo che «si muove spesso, ma dentro una fascia stretta». Con uno o due cambi e un'escursione più larga non è volatilità: scriviamo che è sceso (o salito) in uno o due passaggi. Con più di due cambi diciamo che il prezzo oscilla fino al 15% di escursione, e che è volatile sopra. Accanto all'aggettivo trovi sempre l'escursione misurata e quanti cambi abbiamo contato.

Quando durante la giornata le letture salgono di oltre il 5% sopra il punto più alto del grafico, lo scriviamo a parte, con il prezzo: il grafico mostra il prezzo più basso di ogni giorno, e non deve nascondere quello più alto. Non facciamo previsioni: diciamo come si è mosso il prezzo, non come si muoverà.

Cosa il grafico non disegna

Ogni punto è il prezzo più basso di una giornata: una misura, non un campione di una curva. Per questo la linea procede a gradini — tiene il valore fino alla rilevazione successiva e lì salta — invece di collegare i punti in diagonale: una diagonale disegnerebbe tutti i prezzi intermedi come se li avessimo visti.

Dove mancano le rilevazioni per 3 giorni di fila o più la linea si interrompe e la fascia vuota resta segnata. Sotto le 6 giornate osservate non disegniamo nessuna linea: solo i punti, con scritto quanti sono.

Quanto periodo? Quello vero, in giorni esatti, e lo scriviamo ogni volta. Quando in un periodo abbiamo osservato meno del 80% dei giorni scriviamo tutti e due i numeri — «48 giorni (21 osservati)» — perché ventuno giornate sparse su sette settimane non sono tre settimane di storico. All'inizio ogni scheda diceva pochi giorni, e più passa il tempo più il confronto diventa solido. Avremmo potuto scrivere «minimo degli ultimi novanta giorni» fin dal primo giorno, come fanno in molti. Ma il grafico è lì sotto, e chi conta i punti se ne accorge.

Sulle offerte concluse l'analisi si ferma al giorno della segnalazione: racconta perché l'avevamo segnalata, con i prezzi di allora. Il grafico invece arriva a oggi, e mostra anche com'è andata dopo.

Su ogni scheda trovi il grafico completo. Se il nostro giudizio non ti convince, il grafico è lì per smentirci.

Il prezzo che leggi è quello che paghi

I dati che arrivano dai canali per affiliati spesso escludono l'IVA o includono sconti che valgono solo per alcuni. Prima di pubblicare rileggiamo il prezzo sulla pagina del prodotto, come lo vedresti tu, e riportiamo lo storico alla stessa scala.

Non pubblichiamo se lo storico è corto

Un prodotto che seguiamo da tre giorni non ha uno storico: ha tre giorni di dati. Sotto i 14 giorni di osservazione non segnaliamo, e ogni post dichiara su quanti giorni è calcolato il confronto. È il motivo per cui a volte non pubblichiamo niente per giorni: preferiamo il silenzio a un minimo che non abbiamo misurato.

Diciamo anche quando abbiamo sbagliato

Ogni segnalazione viene ricontrollata nei giorni successivi. Se il prezzo è sceso ancora dopo il nostro post, lo scriviamo. La pagina Segnalazioni raccoglie tutti gli esiti, compresi quelli che ci fanno fare brutta figura. È il modo più semplice per verificare se valiamo qualcosa.

Come ci manteniamo

Con le commissioni di affiliazione: se compri passando dai nostri link, il negozio ci riconosce una percentuale e tu paghi lo stesso prezzo. Non vendiamo spazi pubblicitari e nessun venditore può pagare per essere segnalato. Se potesse, tutto quello che c'è scritto sopra non varrebbe niente.