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I primi tre obiettivi, e in che ordine comprarli
La domanda più frequente di chi ha appena comprato una fotocamera è quale obiettivo aggiungere. La risposta dipende meno dal budget di quanto si creda, e molto da cosa fotografi davvero — non da cosa pensi che fotograferai.
Prima di spendere, guarda i metadati delle tue ultime cinquecento foto. Quasi tutte le applicazioni di gestione permettono di ordinarle per lunghezza focale. Se scopri che l'80% degli scatti sta fra 24 e 35mm, un teleobiettivo resterà nella borsa per mesi, per quanto bello sia.
Il kit in dotazione non è il primo da sostituire
Lo zoom venduto insieme al corpo macchina — di solito un 18-55mm o un 24-105mm — ha una cattiva reputazione che merita solo in parte. È lento in condizioni di luce scarsa e la resa ai bordi non è eccezionale, ma copre l'escursione focale che userai più spesso e serve proprio a farti capire quale focale ti appartiene.
Chi lo sostituisce per primo con un altro zoom più luminoso spende molto per un miglioramento che, alle focali intermedie e con buona luce, si nota poco. Meglio affiancargli qualcosa che faccia una cosa che il kit non sa fare affatto.
Primo acquisto: un fisso luminoso
Un obiettivo a focale fissa con apertura f/1.8 o f/2 fa due cose che nessuno zoom economico può fare: lavora al buio senza alzare la sensibilità, e separa il soggetto dallo sfondo in modo netto.
La scelta è quasi sempre fra un 35mm e un 50mm, e non è una questione di gusto:
| Focale | Distanza di lavoro | Adatto a | Limite |
|---|---|---|---|
| 35 mm | Ravvicinata | Ambiente, reportage, interni, soggetto nel contesto | Deforma i volti se ti avvicini troppo |
| 50 mm | Media | Ritratto a mezzo busto, dettagli, still life | In stanze piccole non riesci a indietreggiare abbastanza |
Su sensore APS-C le focali equivalenti cambiano: un 35mm si comporta come un 50mm, e un 50mm come un 75mm. Se hai una fotocamera APS-C e vuoi la resa di un 35mm, cerca un 23 o 24mm.
Secondo acquisto: dipende da cosa hai scoperto
Dopo qualche mese col fisso saprai cosa ti manca davvero. Le tre direzioni possibili:
Il teleobiettivo
Serve se fotografi sport, animali, o ritratti molto compressi. Un 70-200 f/4 è la scelta razionale: costa spesso meno della metà della versione f/2.8, pesa quasi un chilo in meno e la differenza di luminosità si recupera con le prestazioni ad alta sensibilità delle fotocamere moderne. La versione f/2.8 ha senso per chi lavora al chiuso, in palestra o in chiesa.
Il grandangolo
Serve per architettura, interni e paesaggio. Qui l'apertura conta poco: si scatta quasi sempre su treppiede e a diaframmi chiusi. Guarda invece la distorsione e la resa ai bordi, perché su un grandangolo si vedono subito.
Il macro
Nicchia vera. Se non hai già scattato decine di volte al limite della messa a fuoco minima, probabilmente non ti serve. Un anello di prolunga da poche decine di euro ti fa capire se la cosa ti interessa prima di spendere seriamente.
Cosa guardare nella scheda tecnica
- Apertura massima — il numero più piccolo. Su uno zoom, se ne trovi due (es. f/3.5-5.6) significa che l'apertura peggiora man mano che zoomi.
- Distanza minima di messa a fuoco — spesso ignorata, decide se puoi fotografare un piatto al ristorante o devi indietreggiare.
- Stabilizzazione — utile sui tele e nei video. Inutile se il corpo macchina stabilizza già sul sensore.
- Peso — l'obiettivo migliore è quello che porti con te. Un chilo e mezzo resta a casa più spesso di quanto immagini.
- Diametro del filtro — se coincide con quello che hai già, riusi i filtri invece di ricomprarli.
Su nuovo e usato
Gli obiettivi si svalutano molto più lentamente dei corpi macchina e non hanno un otturatore che si consuma. L'usato è quindi meno rischioso qui che altrove: controlla che non ci siano funghi o separazioni fra le lenti guardando in controluce, e che la ghiera di messa a fuoco scorra senza attriti.
Detto questo, i minimi storici sul nuovo durante i periodi promozionali arrivano spesso vicini ai prezzi dell'usato recente, con la garanzia inclusa. È il caso in cui aspettare paga.