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Guida · Illuminazione

Illuminare un video con meno di 300 euro

L'illuminazione è la voce che separa più nettamente un video amatoriale da uno professionale, molto più della fotocamera. Una macchina da mille euro con luce sbagliata dà un risultato peggiore di uno smartphone con luce giusta.

La buona notizia è che per il caso più comune — una persona che parla, in interni — servono meno soldi di quanto si pensi. Questa guida parte da quel caso.

Lo schema minimo funzionante

Due sorgenti, non tre. Lo schema classico a tre punti si studia ovunque, ma la terza luce risolve un problema che a casa spesso non hai.

Luce principale

Posizionata a 45 gradi rispetto al soggetto e leggermente più in alto degli occhi. È quella che definisce il volto. Deve essere grande e vicina: la morbidezza dell'ombra dipende dalla dimensione apparente della sorgente, non dalla sua potenza. Un pannello piccolo attaccato al soffitto produce ombre dure quanto una lampadina nuda.

Luce di schiarita

Dal lato opposto, a potenza molto inferiore — indicativamente un quarto della principale. Serve solo ad ammorbidire l'ombra sul lato in ombra del viso, non a eliminarla. Per questa, un pannello riflettente bianco da pochi euro fa il lavoro di una seconda luce.

Se il budget è molto stretto, comincia con una sola luce e un pannello riflettente. È lo schema che usano molti documentaristi e regge benissimo un'intervista.

I numeri che contano nelle schede tecniche

DatoCosa significaValore di riferimento
CRI / TLCIFedeltà nella resa dei coloriSopra 95. Sotto 90 gli incarnati virano
TemperaturaColore della luce, in kelvinBicolore 3200–5600K è il più versatile
PotenzaWatt assorbitiPer un viso a due metri bastano 30–60W LED
AlimentazioneRete o batteriaIn interni la rete basta e costa meno
AttaccoInnesto per accessoriBowens è lo standard più diffuso

Il CRI è il valore che viene sacrificato più spesso nei prodotti economici, e nessuna correzione in post recupera davvero una luce con resa cromatica scadente. Se un prodotto non dichiara il CRI, quasi certamente è basso.

Le tre categorie di luce

Pannelli LED

Piatti, leggeri, spesso alimentabili a batteria. Comodi in mobilità e per illuminare uno sfondo. Il limite è la superficie: sono luci relativamente piccole, quindi ombre più dure, a meno di aggiungere un diffusore.

Luci COB con modificatore

Una sorgente puntiforme potente a cui si applica un softbox o un ombrello. È lo schema che dà i risultati migliori: il modificatore trasforma una sorgente piccola in una grande e morbida. Costa poco più di un pannello equivalente e la differenza sui volti è netta.

Luci tubolari

Utili per effetti, luci di contorno e colore sullo sfondo. Non sono luci principali. Da comprare per terze, non per prime.

Cosa si può rimandare

Su cosa non risparmiare

Gli stativi. È l'unico componente che, cedendo, ti fa cadere addosso una lampada calda. Un treppiede da illuminazione decente costa poco e dura decenni, mentre quelli inclusi nei kit economici hanno bloccaggi in plastica che si consumano in fretta.

E le prolunghe: se posizioni una luce dove serve invece che dove arriva il cavo, hai già migliorato il risultato più di quanto farebbe una luce più costosa messa nel punto sbagliato.